Alghero: il fascino di una cultura unica e particolare

Quando nasci in Sardegna, vieni al mondo figlio di due madri: la prima che ti partorisce, ti nutre, ti educa, l’altra che ti tempra, ti caratterizza, ti segna.
Sei figlio di una madre e figlio della terra.

Sei figlio di una notte d’amore e cresci amando le tue radici. 
La Sardegna non è un posto né un semplice luogo in cui vivere.

Esser sardo è tanto di più, è riconoscere il profumo del mirto accarezzato dalla salsedine, calpestare impronte lasciate da chi come te ha cercato il suo angolo di cielo nascosto tra le coste rocciose e l’entroterra spinoso.

Esser sardo t’insegna a respirare cercando ad ogni boccata il profumo del mare.
Così nasci ed urli al mondo la tua vita mentre la cultura, l’orgoglio, la storia ti radicano dentro, ti si aggrovigliano allo stomaco e ti fortificano le ossa.

Tremi poggiando i piedi per muovere i primi passi e l’aria salmastra ti rizza la schiena, ti sostiene.

Se nasci in Sardegna, nasci dalla costola della Terra Madre. E non smetterai mai di sentirti orgogliosamente parte di un angolo di paradiso. Prediletto. Odiato. Sfortunato. Invidiabile.
Figlio del vento e del mare.

Alghero la piccola città catalana, una perla circondata dal mare e dal cielo che si mischiano e confondono spesso, se non fosse per i colori non si distinguerebbe qual’è l’uno e l’altro, trasmette appieno l’orgoglio di una cultura e tradizione senza tempo.

Passeggiando tra i resti della fortezza, nel centro storico, sembra che il tempo si sia fermato. E non si può spiegare la bellezza  dei suoi tramonti infiniti, con giochi di luci che finiscono sempre dietro il gigante addormentato.

Poche città in Sardegna hanno il fascino di Alghero, poche vantano un centro storico come il suo, dove i palazzi storici, le bifore e i portali murati raccontano una storia catalana secolare, custodita nel tempo fra solide mura e protetta dal mare, preservatasi intatta fino ai giorni nostri (ma forse io sono di parte).

Da Piazza Civica, cuore pulsante del centro storico, potete iniziare il giro passando per Palazzo Guillot e poi proseguendo verso la splendida Chiesa di San Francesco, col suo splendido chiostro e campanile.

Ecco che si presenta la maestosa Chiesa dedicata al patrono della città, San Michele, e quella della Misericordia, che custodisce il prezioso Santcristus in legno, proveniente dalla Spagna, simbolo della Setmana Santa.

Per comprendere la spiritualità del luogo è necessaria la visita all’ex chiesa della Madonna del Rosario, antica casa patrizia poi trasformata in chiesa e dal 2000 sede del Museo Diocesano d’Arte Sacra.

Le splendide decorazioni del Palazzo Machin, via Principe Umberto, sorprendono infine per l’armonia creata fra i motivi gotico-catalani e rinascimentali.

La città antica è anche un luogo ideale per lo shopping, con negozi di marche tra le più prestigiose a livello internazionale, come il grande Antonio Marras, conosciuti marchi di franchising, e botteghe specializzate in gioielli di corallo di Alghero e artigianato sardo.

Appena fuori dalle antiche mura, si passa dal 500 al 900 con le ville in stile Liberty costruite tra fine Ottocento e primi del Novecento.

Le più famose: Villa Mosca e la Villa del Conte Sant’Elia, in cui furono spesso ospitati i regnanti di Casa Savoia.

Ai loro piedi, piccole calette consentono momenti di puro relax, oppure d’ iniziare le belle serate estive con un ottimo aperitivo, il mio consiglio è di provare il Riservato

Per me è doveroso offrirvi qualche passaggio storico fondamentale che segnò particolarmente la città, visibile ancora nei resti della cultura attuale. Parliamo dal 1353 (hanno di inizio della dominazione aragonese) fino ad arrivare al 1720:

Nel 1353, esattamente il 27 Agosto,  Alghero fu occupata dagli aragonesi dopo la vittoria riportata nella battaglia navale di Porto Conte che vide i genovesi soccombere contro la flotta di Bernardo Cabrera alleato, per l’occasione, con i veneziani. Dopo qualche giorno, in assenza dell’ammiraglio Cabrera in navigazione verso Cagliari, gli algheresi notte tempo si sollevarono e riuscirono a trucidare la guarnigione aragonese restituendo la città ai Doria, ma le pressioni di Pietro il Cerimonioso segnarono l’inizio della dominazione spagnola dal 1354 fino al 1720, momento in cui l’Austria cede la Sardegna ai Savoia.

1708:  Con la pace di Utrecht la Sardegna passa sotto la dominazione austriaca.

1717: Gli spagnoli rioccupano la Sardegna. Alghero cade dopo tre giorni di assedio.

L’anno successivo con il trattato di Londra la Sardegna fu restituita all’Austria.

1720:  L’Austria cede la Sardegna ai Savoia. Si conclude per Alghero il lungo periodo durato quattro secoli della dominazione spagnola. La città conta circa 4.500 abitanti e continuerà sino ai giorni nostri a mantenere la lingua catalana oltre a numerose tradizioni religiose. Negli anni successivi furono realizzate numerose opere pubbliche tra le quali il rafforzamento delle mura e si procedette all’incentivazione della coltura dell’ulivo e della pesca del Corallo

Alghero è famosissima per il suo mare, i suoi fantastici paesaggi e, allo stesso tempo, anche per la sua cucina. Infatti, dopo aver visitato la città, comincerà a manifestarsi un certo appetito e la curiosità di assaggiare i piatti locali più gustosi.

Tra le Specialità Culinarie di Alghero forse la più rinomata è l’ Aragosta alla Catalana, semplicemente bollita e servita con sale, pepe, olio d’oliva e la salsa ricavata dalla testa.

Ma se volete un mio consiglio tra le tante escursioni e location fantastiche da visitare se volete davvero immergervi, per una sera, nella cultura algherese, diversa ed insolita dal resto dell’isola, dovete provare questa serata: La #cenatradizonalealgherese

Dove?
Villa Maria Pia, a oggi uno dei complessi monumentali più ampi e importanti di Alghero, reca con sé una storia variegata e per certi versi misteriosa. L’elemento di maggiore mistero è costituito senza dubbio da un antico edificio che si trova nelle immediate vicinanze della Villa: la cosiddetta “tomba del cavaliere

Al vostro arrivo verrete accolti dalle hostess, vestite rigorosamente con l’ambito tradizionale, che vi offriranno un fresco aperitivo e vi consegneranno un biglietto per partecipare alla lotteria finale.

Successivamente verrete coinvolti dalla musica folcloristica dal vivo e sarete contagiati… Va beh dai… Se vi scappa di ballare fatelo pure! La villa ha un’ampia corte interna per sbizzarirvi.

Cosa assaggerete?

Tra le altre specialità di mare troviamo: Polpo con le patate,  la Razza in Agliata, semplicemente lessata e accompagnata da una salsa a base di pomodoro, prezzemolo e aglio. Ancora il Calamaro all’algherese, la Ricciola al forno con una salsa segreta dello chef, Sardine in umido e molto ancora

Conoscete la CopatzaCassola de Peix (Zuppa di Pesce) preparata con pesci freschi di diverse specie e arricchita con spezie tipo il peperoncino rosso. Bene in questa cena avrete il privilegiato di assaggiarla, come piatto unico, insieme alla fantastica Fregola Sarda, un’esperienza di sapori che non si può raccontare bisogna viverla.

Il dolce locale per eccellenza è la Torta de Mengia an Blanc (mangia in bianco) ripiena di una leggera crema di latte e limone.

Perché venire ad Alghero?

Bene! Accetto la sfida…

Se con questo mio articolo non vi ho ancora convinti, vi racconto una storia:

Nel cuore del Mediterraneo, dove la realtà fa spazio a scenari fiabeschi e alla verità della natura, dove il tempo si dilata e lo stress sparisce, vi apparirà una città che circondata da pennellate di colori fantastici, si perde tra le barche dei pescatori e il gigante addormentato. La quotidianità sarà scegliere che territorio esplorare e quale pietanza assaggiare, la malinconia arriverà, quando guardando il vostro biglietto di rientro, vi renderete conto che dovrete separarvi dal paradiso…Non ci credete ancora?

Vi aspetto!

Stefania Salvatore

Marketer & Blogger