Genova: sentirsi nello stesso tempo piccolo, straniero, perduto, ma familiare

Vedrai una città regale addossata ad una collina alpestre

superba per uomini e per mura,

il cui solo aspetto la indica Signora del Mare: Genova

F.Petrarca

Sin dal mio primo approccio con la letteratura ho amato Petrarca, quello che dice di Genova è molto vero, per me amante del mare e della cultura navale è stata una bella scoperta come città.

Avevo visto Genova da piccola in molte occasioni, in passato era uno dei modi più agevoli, per noi sardi, di arrivare in continente, poi con l’avvento Ryanair, negli ultimi anni, mi è capitato meno di passarci. Questa volta ho voluto pianificare un viaggio diverso, più maturo e volto alla scoperta reale della cultura e della città.

Come quartiere generale ho scelto l’Hotel Nologo

Un hotel, nel cuore pulsante di Genova, sceglie la musica come tema ispiratore e la declina con gusto.

Vi mostro la mia camera:

Lo staff, giovane e preparato, ti sorprende per entusiasmo e cortesia!

Una tariffa molto adeguata alle mie esigenze è stata il fiore all’occhiello per la scelta di questa struttura. Inoltre chi me segue sa benissimo che amo scegliere location diverse e particolari.

L’Hotel Nologo ha vinto questa sfida!

Bene cosa ho scelto di fare nella città?

Distesa in fondo al suo golfo con la noncurante maestà di una regina… Genova viene, per così dire, incontro al viaggiatore” (A. Dumas, 1841).

Peccato che spesso, i viaggiatori, la attraversino ignorandola e  privilegiando altre località della Liguria, perdendo così l’opportunità di scoprire una città ricca di tesori nascosti, storia, angoli suggestivi.

L’antica Repubblica Marinara racchiude tra le sue mura meravigliose testimonianze del suo passato glorioso, i  “Caruggi” (vicoli) fanno da padrona in una passeggiata suggestiva che vi catapulterà indietro nel tempo. Chiese antiche, palazzi nobili, fari e simboli della marineria di un tempo, ma anche musei, trattorie e “instamoment“.

Volete un elenco di quello che ho fatto in 2 giorni? A voi..

Per scoprire il fascino di Genova antica bisogna camminare a piedi ed addentrarsi nei “caruggi”, i pittoreschi vicoli di origine medioevale, e nelle caratteristiche creuze (stradine strette incassate tra i muri), perdersi tra le belle vie fiancheggiate da nobili palazzi e le piazzette armoniose (Piazza delle Erbe, Piazza San Donato) su cui si affacciano chiese antiche (San Donato, San Matteo). 

la Lanterna”, da sempre il simbolo di Genova, alta 77 metri, si trova a circa 177 metri sul livello del mare. La storica torre sorge sui resti di una collina di 40 metri, nata per segnalare alle navi l’ingresso nel porto ma anche per controllarne il movimento al suo interno. Il primo terrazzo è raggiungibile agevolmente, una scala interna di 720 gradini, porta al lanternino all’interno del quale si trovano gli elementi illuminanti. Annesso alla torre sorge il Museo della Lanterna, un museo multimediale dedicato alla città e al territorio provinciale, raggiungibile con una passeggiata di circa 800 metri che dal Terminal Traghetti costeggia le vecchie mura fino al faro.

Mi è venuta fame, non resisto nel provare le specialità di Genova. Ne conosco due: La focaccia e la Pasta al Pesto. La prima è preparata in tantissimi modi: alle olive, alla cipolla, al formaggio, alla salvia e così via. Sulla seconda c’è da chiarire che, quando si parla di pesto genovese, la fantasia non è proprio prevista tra gli ingredienti. Le indicazioni sono rigidissime, quelle valide per il Pesto World Championship. Io sono andata da “Cavour 21″questo locale di Piazza Cavour, alle spalle della medievale “casa del Boia” e ad un passo dal Porto Antico di Genova, è nato proprio dopo la vittoria nel Mondiale 2014 (a 87 anni) di Alfonsina Trucco da Montoggio, paese dell’entroterra genovese. Il pesto è il suo, ovviamente, della tradizione genovese tutti i piatti; molta attenzione al pesce cosiddetto “povero”, e anche una bella coda da affrontare, visto che da queste parti non si prenota (a meno che non siate in molti) ma si chiacchiera attendendo il proprio turno, la cosa che più amo dei miei viaggi. Davvero squisiti il minestrone di verdure alla genovese e la farinata, una sottile focaccia a base di farina di ceci mescolata ad acqua, olio e sale e poi cotta nel forno a legna. Devo dire la verità, ad Alghero, la mia città, lo mangio spesso e mi piace tanto. In una città di mare come Genova certo non può mancare il pesce, lo stoccafisso alla genovese preparato con il merluzzo, i calamari, le acciughe e le sardine. Tra i piatti più particolari spicca il cappon magro, una ricca ed elaborata insalata che ha un fondo di gallette insaporite con aglio, aceto e sale, con pesce a carne soda, uova sode, verdure lesse, carciofi, gamberetti e tonno. Anche la pasta ripiena è un prodotto tipico della città come i ravioli e i tradizionali pansotti, ripieni di uova, bietole e ricotta. Tra i primi piatti molto diffusa anche la torta Pasqualina, una pasta sfoglia ripiena di carciofi o bietole cotte, zucchine, formaggio e uova. Ma non andate via senza assaggiare il pandolce natalizio genovese, una sorta di panettone schiacciato ripieno di uvetta e pezzettini di scorza di limone, le frittelle di mele, il castagnaccio e i canestrelli.

Beh, a forza di girarci intorno arrivo al bellissimo porto antico! Un tempo quest’area era il centro dell’attività mercantile genovese. Dopo la riconversione operata da Renzo Piano in occasione delle Colombiadi (celebrazioni del cinquecentenario della scoperta dell’America) del 1992,  la Piazza di Genova sul Mediterraneo è diventata un luogo consacrato al turismo e allo svago. Qui si trovano: la Biosfera, la bolla in acciaio e vetro sull’acqua progettata da Piano che riproduce al suo interno un ambiente tropicale con una vasta varietà di piante tropicali, ma anche farfalle e piccoli animali (iguane, uccelli); Galata, il più grande ed innovativo museo marittimo del Mediterraneo; il Bigo di Renzo Piano, la struttura metallica somigliante ad una gru che si staglia sul mare dotata di ascensore panoramico divenuta uno dei simboli di Genova e l’Acquario, una grande attrazione per i visitatori di tutte le età. Con un bambino di 6 anni non potevo scegliere luoghi migliori, gli antichi Magazzini del Cotone che oggi ospitano strutture culturali e ricreative come la Città dei bambini, il più grande spazio in Italia dedicato a gioco, scienza e tecnologia, per bambini e ragazzi tra i 2 e i 12 anni d’età.

Questa città mi piace sempre di più, non riesco a fermarmi un momento, l’adrenalina mi aiuta ad andare avanti. La mia passione per il mondo navale mi porta al più grande museo marittimo del Mediterraneo dedicato alla storia della navigazione. Attraverso la riproduzione e l’esposizione di imbarcazioni di ogni dimensione e tipologia, strumenti e carte nautiche, postazioni multimediali e interattive, il museo offre al visitatore un vero e proprio viaggio nel tempo consentendogli di immedesimarsi nella vita dei marinai, dei passeggeri e dei migranti. Salpiamo le ancore dal piano terra, passando dall’età delle navi a remi, proseguendo al primo e al secondo sulla rotta dei velieri e delle rivoluzionarie esplorazioni geografiche e si conclude al terzo piano dedicato al viaggio in America. Da non perdere la terrazza panoramica Mirador per godere di una splendida veduta del porto e della città. 

Direi che per il primo giorno può bastare, lascio al secondo giorno il resto.

Una piacevole scoperta al mio ritorno in hotel, una terrazza esterna attrezzata per il relax, sopra i tetti i Genova con tanto di vasca idromassaggio, Wow! Questa struttura mi stupisce come la città…

 

Svegliaaaaaaaaaaaa

Un po’ dura devo confessarlo, sia io che i miei compagni di viaggio sono stravolti, ma appena scendiamo giù a fare colazione, i colori, il clima e i sorrisi dei ragazzi dello staff ci mettono subito il buon umore.

Facendo il punto mi accorgo che ho accontentato mio figlio, ho pensato al mio ego marinaro, ma cosa posso fare per mio marito? Ecco la risposta: Il Castello d’Albertis è attualmente la sede del Museo delle Culture del Mondo. Si tratta di una delle case-museo più famose di Genova e dintorni, simbolo della vita avventurosa che ha avuto il suo proprietario e fondatore, il Capitano Enrico Alberto d’Albertis. Il Museo ha come intento quello di offrire una sorta di viaggio tra diverse culture e popoli con cui il Capitano è venuto a contatto attraverso reperti archeologici ed etnografici che vi stupirà. Io di sicuro ho stupito mio marito, provateci anche voi…

 

 

Via Garibaldi, la “Strada Nuova”di metà XVI secolo, detta anche la “Via Aurea” per il fasto dei suoi edifici (splendidi i palazzi Cambioso e Carrega-Cataldi) è sede del singolare percorso museale dedicato all’arte antica che collega le tre storiche dimore di proprietà comunale: Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Doria Tursi. Visitando questi palazzi verrete rapiti dall’ambiente, praticamente immutato, del seicento, da non perdere l’Ecce homo di Caravaggio, fiamminga (Rubens, Van Dick, Memling), olandese (Steen), francese (Vouet) e spagnola (Murillo) dal XVI al XVIII secolo. Infine, l’aristocratico palazzo Tursi oltre ad ospitare le sale di rappresentanza del Sindaco, presenta una notevole esposizione di arte decorativa (ceramiche, arazzi) e custodisce il “Cannone”, il celebre violino di Paganini costruito nel 1734 dal liutaio Bartolomeo Giuseppe Guarnieri.

Ok ho recuperato, mio marito è finalmente felice, ho pensato a tutti e sono carica, da quando ho scelto di viaggiare in modo diverso, quando rientro mi sento sempre un’altra persona. Adoro poter condividere con chi mi segue queste sensazioni, ringrazio tutti quelli che esprimono il loro affetto nei miei confronti, io lo faccio veramente per passione, il mio lavoro è un’altro, ma sono fiera di come le cose stiano andando. Se vi va ho potete fare un giro nel mio profilo Instagram e scrivermi in direct per qualsiasi chiarimento. Se la domanda che vi state ponendo è perchè non ha messo l’acquario fra le cose da visitare, la risposta è perchè su l’acquario hanno già scritto di tutto, perciò non mi sembrava utile aggiungere le stesso cose che dicono tutti.

Vi lascio con il mio “Instamoment” che racchiude il senso di pace e grandezza di questo mio viaggio!

Ci vediamo in giro per il mondo…

Stefania Salvatore

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