COME PREPARARE IL VIAGGIO PER IL CAMMINO DI SANTIAGO

Cari lettori, scusate se sono mancata un po’…Ci sono due motivi per cui non ho avuto tempo di pubblicare: 1. sto preparando il mio viaggio con la famiglia che faremo a marzo e stavo mettendo in ordine i miei appunti sul mio prossimo progetto: “Il cammino di Santiago”.

È sempre stato presente nella lista delle mie cose da fare,  mi ha sempre affascinato l’idea di realizzare questa avventura, ma purtroppo non sarà per ora che riuscirò a trasformare il sogno in realtà, però se non altro vorrei mettere a disposizione di chi potrà farlo a breve le mie conoscenze: il percorso, cosa mettere nello zaino, il tempo, il periodo dell’anno in cui partire, l’altimetria del percorso…Soli????In compagnia???

Iniziamo dal percorso di Santiago de Compostela: quanti chilometri fare???Da dove partire??

Partendo da Roncesvalles (comune della Spagna nella provincia di Navarra) fino a Santiago de Compostela (capoluogo della comunità autonoma della Galizia nella provincia di La Coruña). Diciamo che il cammino si può fare in un mese circa. La prima cosa che io ritengo di primaria importanza è che per fare il cammino di una certa lunghezza ci deve essere una motivazione. Senza motivazione si parte per Santiago e si torna a casa senza aver avuto la soddisfazione di accarezzare la groppa del Santo. Un’altra cosa che ritengo importante è questa: le persone anziane si devono gestire il loro cammino, perché fare degli spropositi può significare rimetterci la pelle, in quanto il cammino significa fatica, pioggia, vento, caldo, freddo e in alcuni punti il cammino è un tormento, quindi necessita di un equipaggiamento idoneo, tipo scarpe, calze, un paio di ciabatte e peso dello zaino.

Meno pesa lo zaino, meglio è il procedere verso Santiago. Il trucco è che lo zaino deve pesare al massimo il 10% del peso di chi lo porta. Secondo la mia opinione, sandali e scarpe da tennis sono da eliminare. Necessitano: scarponi che usano i cacciatori, con ramponi che permettono di affrontare qualsiasi percorso, sacco a pelo, in merito all’abbigliamento, buone calze e tecnica della cipolla( KWay, pantaloni multiuso e maglie comode). Non dimenticate: antidolorifici, medicamenti, creme ecc…

Bene abbiamo parlato del percorso, di cosa mettere lo zaino e di quanto tempo ci vuole per farlo tutto…Ora cosa manca??? Quando farlo??

D’estate il cammino è molto affollato, si rischia di non trovare posto negli albergues con prezzi vantaggiosi, inoltre c’è il pericolo di essere travolti dai ciclisti che sfrecciano. D’inverno c’è il problema inverso: alberghi chiusi, pochi pellegrini sulla strada e meteo contro. Perciò il mio consiglio è di sfruttare le stagioni intermedie ( primavera e autunno).

Alcuni pellegrini mi hanno raccontato di essere stati costretti a ritirarsi dal Cammino per via del sole insopportabile d’estate, della difficoltà di trovare ombra e della necessità di avere sempre acqua da bere. Così come la pioggia e il freddo anch’esse componenti molto limitanti.

Allora ecco una componente importante: Con chi partire?? Il mio consiglio è da soli, perché   se il vero scopo è stare da soli con se stessi è la soluzione migliore. Non è importante la compagnia iniziale, ma gli incontri che si fanno lungo il cammino.

La Conchiglia è un simbolo dei pellegrini diretti a Santiago di Compostela. I fedeli durante il loro pellegrinaggio portavano tradizionalmente una conchiglia sospesa al collo oppure cucita sul cappello o sull’abito.

La Credenziale è il vostro passaporto di viaggio da riempire con i vari timbri delle tappe effettuate.

La Compostela: Viene consegnata dall’ Officina del Peregrino di Santiago su presentazione delle credenziale debitamente timbrata nei luoghi di sosta. Da quando il pellegrinaggio alla Tomba di San Giacomo, sorto spontaneamente durante i secoli IX e X, si istituzionalizzó acquisendo via via significati sociali e religiosi, si rese necesario certificare di averlo compiuto. Per questo motivo, all’inizio, si utilizzarono i simboli che potevano avere solo a Santiago come la conchiglia del pellegrino. La Cattedrale attualmente limita la Compostela a tutti coloro che arrivano alla Tomba dell’Apostolo per motivi religiosi. A piedi, in bicicletta e a cavallo. Si esige aver compiuto come minimo gli ultimi 100 chilometri a piedi o a cavallo oppure gli ultimi 200 chilometri in biciletta. Restano escluse altre forme di pellegrinaggio ad eccezione dei portatori di handicap, che possono venire con la sedia a rotelle senza motore. 

Direi che vale la pena intraprendere il cammino solo per provare questa sensazione finale, anche se il percorso interno è veramente suggestivo, mutabile, caratteristico e Patrimonio dell’UNESCO.

La fine?

Puente la Reina è il luogo in cui di congiungono il Camino Francés, che arriva dal Passo di Roncisvalle, ed il Camino Aragonés che è la strada attraverso il Passo del Somport.
Al punto di congiunzione tra questi due percorsi che portano a Santiago de Compostela, sito all’ingresso del paese si trova un “Monumento al Peregrino”, che reca l’iscrizione: «Y desde aquí todos los Caminos a Santiago se hacen uno solo» (“Da questo punto tutti i cammini per Santiago diventano uno solo”).

 

Le successive, necessarie tappe erano:

  • Estella
  • Nájera
  • Burgos
  • Frómista
  • Sahagún
  • León
  • Rabanal del Camino
  • Villafranca del Bierzo
  • Triacastela
  • Sarria
  • Portomarín
  • Palas de Rei
  • Arzúa

L’arrivo nella città di Santiago de Compostela segna la fine del “Cammino” di tipo religioso. Molti pellegrini, però, preferiscono prima di partire ed abbandonare la Spagna  prolungare di alcuni giorni la propria permanenza nella verdeggiante e misteriosa Galizia per percorrere e raggiungere “Capo Finisterre” detta in galiziano “Cabo Fisterra“.

Il cammino verso Capo Finisterre (“Finis Terrae” ovvero “fine della terra“)  è un cammino diverso, certamente pagano, ma che ci permette di continuare ad ammirare paesaggi, spiagge e posti bellissimi della costa galiziana.

La tradizione tramandata nei secoli dagli antichi pellegrini medievali vuole che dopo aver raggiunto la città di Santiago ed aver pregato sulla tomba del santo apostolo di Gesù, dopo essersi purificati con il bagno nelle gelide acque dell’Oceano Atlantico e dopo aver aver bruciato i vestiti indossati durante il cammino o parti di essi si assista al tramonto nel punto più estremo della costa europeaFisterra. “La bella spiaggia e la tranquillità del posto ci piacciono. Filiamo diretti al capo Finisterre. Del fumo esce dalle rocce, i pellegrini a cui gli resta ancora una suola, la bruciano su queste pietre. Si liberano della conchiglia di Santiago e l’abbandonano alla natura intorno ( è sempre qualche grammo in meno nello zaino per il ritorno!)”

Oppure terminate il  cammino al santuario di Nosa Señora da Barca, a Muxía, sulla Costa della Morte. La chiesa sorge di fronte ad un celebre luogo di culto megalitico, centrato sulla Pedra d’Abalar (“la pietra oscillante”) che i pellegrini fanno oscillare in cerca del suo punto di equilibrio.

Cari amici spero che queste mie indicazioni vi aiutino a preparare il viaggio al meglio……ci si vede nel cammino…

Stefania Salvatore

Marketer & Blogger