ZEDDA PIRAS: Un’eccellenza sarda dal 1854 ai giorni nostri

Finalmente ho l’onore di parlare di un “Brand” che mi sta particolarmente a cuore per svariati motivi.

Francesco Zedda, fondatore dell’omonima azienda, ZEDDA PIRAS nacque a Tiana, paese dell’interno della Sardegna, scelse di aggiungere il cognome Piras, della madre, per distinguersi da un cugino che aveva lo stesso nome e cognome, Francesco Zedda, e operava nello stesso settore. Grazie alla sua lunga permanenza a Livorno potè acquisire l’esperienza per avviare una moderna azienda di imbottigliamento di vini pregiati, al suo rientro in Sardegna. Il successo di questa sua avventura gli permise di capitalizzare un grande patrimonio custodito dai suoi discenti che decisero di occuparsi dei liquori, dando vita al famoso prodotto ormai conosciuto in tutto il mondo “Il Mirto Zedda Piras”

Il BlogTour, ideato per far conoscere e promuovere il brand e le tradizoni culinarie sarde si è svolto proprio a casa mia, per riuscire a raccontare la storia che vorrei, farò finta di aver viaggiato con gli altri colleghi ed essere arrivata in aeroporto ad Alghero per la prima volta.

La prima emozione che si prova nel visitare la Sardegna è un senso di liberazione dai troppi condizionamenti della società moderna.

È così immediata che la puoi avvertire appena si aprono le porte scorrevoli dell’aeroporto.

Talmente immediata da suggerirci di affidare anima e corpo alla natura, al paesaggio, alle civiltà di questa terra.

Dentro la bellezza e il mistero della Sardegna c’è infatti la convergenza di più civiltà succedutesi nei secoli, e i sardi ne sono ancora fieri custodi e ambasciatori.

La terra, tremendamente ostile, è stata combattuta, condizionata, accarezzata, coccolata; per viverla e goderne i frutti dovete immergervi in un percorso che unisca la scoperta enogastronomica e i suoi fantastici paesaggi.

La singolarità dei prodotti alimentari, unici e al tempo stesso vari: Unici per la qualità, vari per la tipicità e la manipolazione tradizionale, sono frutto della fantasia e della ritualità.

La cucina tipica sarda convive con le grandi ricorrenze della vita, i suoi piatti infatti le ricordano.

A volte sconcertanti per la semplicità, ma pur sempre ammirevoli per il decoro e la fantasia.

La prima tappa del nostro Tour è il centro storico della città catalana di Alghero, è la città che più mantiene vivi i segni della conquista degli Spagnoli, ancora visibilmente provata dalle molte incursioni e dominazioni, lo si evince dalla struttura della città vecchia.

Le torri, vere e proprie roccheforti, evidenziando, ancora oggi, le passate difficoltà incontrate nel difendere il proprio territorio.

I popoli che si sono succeduti, affascinati dalla bellezza di questo territorio, hanno contributo notevolmente a sviluppare una vera e propria cultura del cibo.

La cucina di mare della Sardegna ha conosciuto un’esplosione mutevole, che le è valsa la patente di originalità, soprattutto grazie al turismo. Accanto ad una cucina povera, basata sull’utilizzo di pesci meno pregiati e ricette estremamente semplici, da sempre in uso presso le popolazioni che abitano la costa, si è andato sviluppando una cucina estremamente raffinata, per accontentare i palati fini dei villeggianti.

La materia prima non manca: dai crostacei e frutti di mare della zona di Alghero, ai tonni di Carloforte, alle grigliate di pesce di Palau, della Maddalena o di Cala Gonone, le preparazioni gastronomiche si sono diversificate con proposte sempre più articolate e raffinate, abbinando l’innovazione alle tradizione.

Il primo pranzo del Tour si è tenuto presso “Angedras Restaurant” Un’oasi del gusto sui bastioni di Alghero. L’atmosfera esclusiva, calda e cordiale, la posizione a picco sul mare con una vista dominante sulla “Riviera del Corallo” 

Menù a base di pesce, prodotti sempre freschissimi – dal produttore al consumatore – prima di prender posto a tavola, si può stare nella Terrazza che regala il piacere di un’atmosfera rilassata e intima in cui immergersi per godere della salubre brezza proveniente dal mare, i colori e i profumi delle acque cristalline del golfo di Alghero e Capo Caccia all’orizzonte hanno accompagnato il nostro pranzo.

Il Menù – Antipasti- Arrosto di Polpo con passatina di ceci, bietole all’aglio e olio al rosmarino, oppure a scelta, Tartare di Tonno. Primi – Fregola ai frutti di mare e crostacei, oppure a scelta, Spaghetti chitarra alle sarde marinate, con finocchietto, pinoli, uvetta e pane tostato all’arancia. Secondi – Tempura di gamberoni e zucchine con salsa allo zenzero, oppure a scelta, Filetto di tonno al sesamo con melanzane arrosto, crema di basilico e chutny di pomodoro piccante. Dolci – Seadas al miele, oppure a scelta, Tortino al cioccolato extra con gelato alla vaniglia e salsa al frutto della passione, oppure a scelta –  Spuma di crema catalana, cremoso di cardamomo sorbetto alla mela verde e caffè. Vino – La Cala delle Cantine Sella & Mosca. Digestivo – Mirto Zedda Piras 

Come avrete notato non vi annoiato con i racconti sulla storia del mirto, molti hanno scritto abbastanza, a me piace pensare che la Sardegna, come ho scritto più volte, sia unica ed irripetibile e fra i suoi segni distintivi rispetto al resto del mondo c’è proprio questo digestivo.

Proprio così una pianta spontanea che nella sua forma, nei suoi profumi e nelle sue dimensioni, rappresenta l’essenza della Terra di Sardegna: Spontanea, forte, dal profumo inconfondibile, pensate che in passato i pastori sardi usavano le bacche come snack nei loro giorni lontano da casa. Chiacchierando tempo fa con un conferitore ( Protagonisti del processo di produzione del prodotto, custodi della materia prima nelle fasi di crescita e veri e propri guerrieri nel periodo della raccolta) ho potuto conoscere vari aneddoti originali, fra i tanti mi erano rimasti impressi quelli che raccontavano delle bacche usate come dolcetto per i bambini che potevano masticarli come premio la domenica dopo pranzo; e quello dei pastori che lo portavano nei campi durante le loro lunghe assenze da casa per godere di un prodotto zuccherino e gradevole.

Dopo una pausa nell’incantevole spiaggia delle bombarde si prosegue il Tour per la cena alla volta dell’“Agriturismo Sa Mandra”- Un’azienda di famiglia, frutto del lavoro di Rita e Mario e dei loro figli, Maria Grazia, Michele e Giuseppe. Tutti uniti dall’amore e l’orgoglio per la loro identità sarda, così ricca di saperi e sapori autentici e ancestrali. Mentre scambiamo due chiacchiere con Maria Grazia ci racconta – “Dal momento della posa della prima pietra ad oggi, il filo conduttore nelle scelte di design dell’azienda è stato lo stesso: donare al visitatore le atmosfere della Sardegna vera. Passeggiare tra i vialetti di Sa Mandra è un viaggio nel tempo. L’agriturismo è un’antica casa rurale dei tempi della bonifica della Nurra, restaurata mantenendone le caratteristiche originali. L’arredamento è il frutto delle mani di artigiani sardi, ogni mobile è un pezzo unico. I giardini profumano di erbe officinali, in ricordo degli orti delle donne sarde che con le erbe nutrivano e curavano. Lungo i vialetti centinaia di oggetti della tradizione agro-pastorale sarda, un vero museo, raccontano oltre duecento anni di cultura”.

Il Menù – Antipasti – Ricotta fresca con gelatina di limone, Sa vruhe ( latte, caglio, sale), Ricotta mustia con confettura di peperoni, Pecorino con confettura di cipolle,  Cipolle in agrodolce, Melanzane alle erbette con olio extra vergine di oliva, Tagliere Sa Mandra.

Primi – Ravioli alle sette erbe con zafferano, fiori di zucca e pecorino fresco, Maharrones de Busa al sugo di pomodoro fresco e pecorino stagionato.

Secondi – Porcetto allo spiedo, verdure fresche e Agnello con patate.

Dolci – Pasticceria sarda secca

Digestivo – Mirto Zedda Piras 

Alla conclusione della cena, oltre alla gradevolezza dell’ambiente, dell’atmosfera e la bontà della cucina ci rendiamo conto che un’intera zona del giardino è ricca di cespugli di Mirto…Un fantastico ricordo!

Il secondo giorno del Tour prevede una visita al “Museo del pane” a Monteleone Rocca Doria e il pranzo presso l’Agriturismo “Mendulas”.

Si parte!

Il piccolo borgo di Monteleone Rocca Doria, situato nell’apice di un’altura immersa in un paesaggio mozzafiato tra valli e laghi, rappresenta la meta ideale per una piacevole escursione alla scoperta delle tradizioni sarde e dello sport.

Il paese ha una popolazione di circa 90 abitanti, nel medioevo raggiunse il suo massimo splendore con l’insediamento dei Doria che edificarono il castello della quale, ancora oggi, si vedono le rovine.

All’interno del centro abitato è possibile visitare:

  • Il Museo del pane
  • La chiesa di Santo Stefano
  • La chiesa di Sant’Antonio Abate

Il Museo del pane, inaugurato nel 2011, è allestito negli spazi di una casa tardo-ottocentesca a due piani dotata di un antico forno realizzato all’interno di un ampio camino. Grazie ad una visita guidata ripercorriamo la storia della panificazione in Sardegna ed in particolare si possono conoscere ed apprendere le tecniche di lavorazione del pane e dei dolci tipici di Monteleone Rocca Doria.

Si trovano inoltre esposti molti degli strumenti – setacci, canestri, mestoli – utilizzati in passato per questa produzione e si possono ammirare vari tipi di pane provenienti da tutta l’isola ed in particolare i pani tipici di Monteleone: tra i più conosciuti su moddizzolu, una pagnotta alta e soffice che si preparava ogni settimana; su zicchi, pane piatto senza mollica e di forma rotonda, che si consumava in primavera o in autunno; su zicchi ladu in iscadda, un pane rituale di piccole dimensioni dalle forme fantasiose; su pistoccu, l’ancora tipico pane croccante preparato nei mesi estivi.

Finisce con una degustazione di prodotti tipici la nostra visita e ci dirigiamo verso l’Agriturismo Mendulas per il pranzo.

Immerso nella natura incontaminata tra lecci, querce, sughere e macchia mediterranea,  nei dintorni nuraghi, domus de janas, dolmen, menhir, necropoli e chiesette campestri. Un luogo ideale per vivere giornate spensierate a contatto con la natura ancora selvaggia, osservando gli animali, le piante i fiori e odorandone i profumi.

Appena arrivati ci viene servito un aperitivo della casa e successivamente iniziamo a degustare gli antipasti composti da salumi e formaggi esclusivamente di loro produzione.

Il menù prosegue con i primi classici – Culurgiones al sugo, Gnocchetti sardi. Per secondo – Porcetto, verdure. Infine per dolce la Seadas.

Si conclude così il nostro Tour alla scoperta dei saperi e sapori della terra di Sardegna, dove l’originalità della cucina e il Mirto Zedda Piras sono stati sempre insieme a noi.

Questi ingredienti rari e preziosi sono sempre stati usati dalle popolazioni nella preparazione di piatti semplicissimi della tradizione, ma si stanno affacciando anche al mercato, creando nuove possibilità di sperimentazione e indirizzando il gusto verso sapori antichi e quasi dimenticati.

Ringrazio la Davide Campari Milano, nella persona di Paola Paletti Brand PR Manager per questa speciale occasione condivisa, inoltre la Chili PR nella persona di Simone Contini PR&PO Manager